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I poveri del Libano

I POVERI DEL LIBANO
Notiziario di un gruppo di volontari dell’associazione OUI POUR LA VIE impegnata a Damour, Libano.
Sono giorni difficili quelli che sta vivendo il Libano già vittima di una gravissima crisi economica e adesso alle prese con la pandemia del Covid-19. I casi accertati in tutto il Paese sono, al 5 maggio, 750, mentre i decessi 25; una eventuale diffusione del virus nei campi rifugiati siriani e palestinesi sarebbe una tragedia.
La tensione sociale è enorme ed è sfociata in numerose manifestazioni di piazza, a tratti violente nei riguardi soprattutto delle banche. Il tasso di povertà nella popolazione ha raggiunto livelli mai conosciuti nel Paese dei Cedri. Il dollaro, che fino ad ottobre scorso si cambiava a 1500 lire libanesi, ora arriva a costare anche 4500 lire libanesi: in questo modo tutta la merce viene pagata il triplo del prezzo di ottobre.
A Damour prosegue sempre l’attività dei nostri volontari di Oui pour la Vie che cercano di sostenere un gran numero di famiglie nell’acquisto di medicine e la cucina.
Per l’aumento dei costi degli ingredienti e la diminuzione di aiuti dall’Italia, la distribuzione dei pasti non è assicurata per tutti. Si chiedono sempre aiuti e pubblicità di fronte al rischio di sopravvivenza per la metà della popolazione.
Aimee, libanese, è molto cresciuta da quando sua sorella e il suo bambino, Joseph (1 anno) vivono con loro.
Quando lei viene da scuola, lei studia rapidamente per aiutare sua mamma a prendersi cura del figlio. Sua sorella è difficilmente a casa, lei lavora con suo marito a Beirut.
È per questo che il bambino trascorre la più parte del suo tempo con la nonna e la zia. Aimee è una bambina molto responsabile che ha dei buoni risultati a scuola.
I suoi genitori sperano che lei arriverà con suo fratello gemello a terminare la sua educazione di base al fine di tentare di costruirsi un avvenire.
Una famiglia aiutata ringrazia così: “In mezzo ai disastri più oscuri, possiamo sempre trovare un cammino verso Dio. Il coronavirus che invade il mondo intero è nello stesso tempo un cammino che fa avanzare un non piccolo numero di persone verso di Lui. Con Dio hanno trasformato il dolore di essere rifiutati dagli altri, che li hanno abbandonati, in fortuna di essere accolti da Lui.
È nella miseria, e mai nella prosperità che possiamo distinguere l’amico dal nemico. Dio mi basta, nella condizione buona o cattiva, lui è sempre presente nella persona di chi davvero mi aiuta”.

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